La pipa del frate
La pipa del frate
Nel legno caldo è inciso un volto antico,
rughe di silenzio, preghiere non dette.
È la pipa di un frate dal passo lento,
che parla col fumo più che con la gente.
Sedeva all’ombra del chiostro al tramonto,
tra pietre consunte e salmi sospesi,
accendeva la pipa come un rito segreto,
un piccolo fuoco contro i giorni offesi.
Dal bocchino nero saliva il pensiero,
in spire leggere, come incenso povero,
e ogni boccata era un dialogo muto
con Dio, col tempo, col dubbio sincero.
Il legno ascoltava, paziente e fedele,
le notti di veglia, i voti infranti a metà,
e il volto scolpito sembrava sorridere
di quella umana, fragile santità.
Ora la pipa riposa, ma se guardi bene
tra le venature vive ancora il frate:
un’anima lenta che fuma silenzio
e trova nel fumo la sua pace discreta.